Con il Polybrute 12, Arturia lascia il segno nel mondo dei sintetizzatori analogici. Partendo dal precedente PolyBrute, Arturia ha raddoppiato la polifonia da sei a dodici voci e ha dotato la tastiera ottimizzata di aftertouch polifonico, con supporto MIDI MPE completo. Dodici voci analogiche sono pura potenza, motivo per cui sul pannello frontale esteso dello strumento sono presenti cinque griglie di ventilazione per garantire un flusso d’aria adeguato. Questo strumento a dodici voci si distingue per i due oscillatori analogici, due filtri molto diversi tra loro (tipo Steiner-Parker e Moog), un’ampia matrice di modulazione, un sequencer e una vasta gamma di effetti. La comoda tastiera si estende su cinque ottave con 61 tasti, è sensibile alla velocità e dispone persino di aftertouch polifonico (MPE). Dal punto di vista sonoro, il Polybrute 12 copre un’ampia gamma di suoni analogici classici, dagli anni ’70 ai giorni nostri. Grazie agli oscillatori, che offrono anche forme d’onda miscelabili e, naturalmente, includono il collaudato Metalizer, già il suono di base risulta al tempo stesso moderno e intramontabile. L’ampio pannello di controllo, composto da 12 x 8 controlli, svolge varie funzioni a seconda della modalità. Viene utilizzato per programmare il sequencer polifonico, gestire i suoni memorizzati, assegnare il morphing e configurare tutte le assegnazioni di modulazione. Chiunque desideri utilizzare questo modello di punta con memoria come un sintetizzatore puramente analogico deve semplicemente attivare la modalità Panel; da quel momento in poi, ciò che si sente corrisponde alle impostazioni correnti, indipendentemente da ciò che era stato precedentemente memorizzato in quello slot di memoria. Un vero punto di forza del PolyBrute 12 è la funzione di morphing. È possibile effettuare una transizione fluida tra due slot di memoria qualsiasi. Poiché sono disponibili 768 preset – una vasta scelta di suoni – potreste, ad esempio, salvare una variazione di un suono con livelli dell’oscillatore e/o intensità di modulazione diversi ed effettuare una transizione tra questi due preset. In alternativa, è possibile applicare questa transizione tra un basso percussivo e un suono pad pulsante; si può davvero dare libero sfogo alla propria creatività.
Il suono ricco e corposo dell’Arturia PolyBrute 12 è generato da due oscillatori analogici, che producono in parallelo le forme d’onda Metalizer, Pulse Width e a dente di sega. Il Metalizer è principalmente un'onda triangolare con un wavefolder che, all'aumentare del valore, genera armoniche che tendono ad assumere un carattere metallico. Il Pulse Width è la classica onda quadra completa di modulazione di larghezza d'impulso; l'onda a dente di sega svolge il proprio ruolo più che egregiamente, essendo ricca di armoniche e incisiva. L’Oscillatore 2 dispone inoltre di un sub-oscillatore. Le funzioni Oscillator FM e Hardsync possono essere regolate in modo continuo tra i due oscillatori. Entrambi i generatori di tono e il generatore di rumore sintonizzabile si trovano nella sezione mixer, dove viene definito anche il routing verso i due filtri per ciascuna sorgente di segnale.



I filtri contrassegnati da colori diversi sono identificati come filtri a variabile di stato Steiner-Parker e filtri passa-basso a 24 dB. Il primo è regolabile in modo continuo da passa-basso a passa-alto fino a passa-banda e presenta il “Brute Factor” – un parametro ben noto nei sintetizzatori Arturia – che è essenzialmente un circuito di feedback all’interno del filtro. Dal punto di vista sonoro, l’SVF si distingue per il suo suono molto granuloso man mano che la risonanza aumenta. Il secondo filtro è un classico filtro passa-basso a 24 dB nello stile del filtro a scala di Moog, che molti riconosceranno dal Minimoog. Il suono pieno e ricco dell’LPF è, di per sé, un classico del genere. Inoltre, il secondo filtro è dotato di un’unità di distorsione e può essere miscelato senza soluzione di continuità con il filtro Steiner-Parker – da serie a parallelo – nel percorso del segnale tra il mixer e il VCA. È presente un controllo di cutoff master per entrambi i filtri, dotato di tracciamento della tastiera regolabile. Se si desidera un tracciamento individuale per ciascun filtro, è possibile aggiungerlo con una rapida regolazione nella matrice di modulazione.

Si vede a colpo d’occhio: qui non sono state apportate modifiche. Accanto alla tastiera, sul lato sinistro dello strumento, un controller tattile X/Y/Z (noto anche come Morphée) impreziosisce il pannello di controllo. X e Y traducono i movimenti delle dita verso l’alto, verso il basso, a sinistra e a destra, mentre Z risponde alla pressione. Tutti e tre possono essere assegnati a qualsiasi destinazione, consentendo un'esecuzione espressiva e dinamica dei suoni. Al centro, sopra la tastiera, si trova il controller a nastro, che misura poco più di un terzo della lunghezza totale dell’unità. I due controlli di intensità sono assegnati in modo permanente per indirizzare l’Oscillatore 2 al Filtro 1 e il rumore al Filtro 2. Due dei tre inviluppi ADSR loopabili sono assegnati in modo permanente ai filtri e al VCA, ma – come quasi tutte le «funzioni generatrici» – possono essere collegati ad altre destinazioni. Grazie al design dei fader, in questo caso si può certamente affermare: la forma segue la funzione. Alle sorgenti di modulazione si aggiungono tre LFO sincronizzabili al BPM. I primi due offrono ciascuno sette forme d’onda e possono funzionare in modalità monofonica, polifonica o triggerata. L’LFO 1 è dotato di spostamento di fase, mentre l’LFO 2 presenta un ritardo di fade-in regolabile. L’LFO 3, invece, consente di modellare liberamente la forma d’onda tramite i controlli Curve e Symmetry e può essere commutato in modalità OneShot.



La sezione effetti del PolyBrute 12 comprende delay, riverbero, equalizzatore ed effetti di modulazione, e può essere commutata tra le modalità insert e send. Il delay dispone, tra le altre, delle modalità BBD e ping-pong, e può essere sincronizzato al clock MIDI. Il riverbero utilizza i tipi Hall, Plate e altri, coprendo un’ampia gamma che spazia da atmosfere cupe, passando per capannoni industriali, fino ad arrivare al «cuore del Grand Canyon». Gli effetti di modulazione includono, tra gli altri, chorus, ensemble e phaser, e creano suoni vorticosi e fluttuanti. Inoltre, un controllo rotativo permette di distribuire le voci suonate lungo il panorama sonoro: una vera delizia psicoacustica. :)

Ogni banca di suoni dell’Arturia PolyBrute 12 dispone di una traccia sequencer polifonica programmabile che può arrivare fino a 64 step e può essere impostata in modalità shuffle e altre modalità di riproduzione. È inoltre presente un arpeggiatore con ampie opzioni di riproduzione e un Motion Recorder, che può essere utilizzato per registrare e automatizzare i parametri.


Arturia PolyBrute 12