Per sala prove o piccoli live, una PA con mixer amplificato è una soluzione ideale. Cosa offre un mixer con finale integrato e su cosa conviene concentrarsi? Ecco una guida breve e pratica.
In molte situazioni un impianto con mixer e finale separati è semplicemente troppo impegnativo—ad esempio in sala prove o per eventi piccoli. Un mixer amplificato (powermixer) è la soluzione più comoda: un mixer portatile con più ingressi e finale di potenza integrato. Collega delle casse passive adatte… e suoni.
A seconda del modello trovi anche effetti onboard: EQ per la correzione del suono, riverbero, chorus e altro—ottimo per il live.
Caratteristiche e vantaggi dei mixer amplificati:
Marchi popolari:
Nota: i mixer amplificati sono chiamati anche mixer con finale integrato o powermixer; la terminologia può variare.
I mixer amplificati si trovano tipicamente in due formati:
Per chi ama il feeling da mixer tradizionale. Questi modelli assomigliano a mixer standard, ma sono spesso più alti e pesanti perché il finale è integrato. È comune la presenza di ventole, dato che l’amplificazione genera calore.
Il formato “box” offre vantaggi concreti: stabile da appoggiare, manopole frontali a portata di mano e maniglia per il trasporto. La forma rettangolare entra facilmente in auto—ideale se sei spesso in giro.
Un mixer amplificato unisce mix e amplificazione: valuta quindi entrambi gli aspetti.
Consiglio: non hai ancora un impianto PA? Dai un’occhiata ai set con mixer amplificato: spesso includono casse passive e a volte cavi/stand. Risparmi tempo e budget.
È un apparecchio che unisce mixer e finale di potenza integrato in un’unica unità. È pensato per setup rapidi e in genere pilota direttamente casse passive.
Perfetto per sala prove, piccoli live ed eventi dove serve una PA compatta senza finale separato.
Il mixer amplificato è pratico e veloce (meno pezzi, meno cavi). Soluzioni separate sono spesso più flessibili se vuoi espandere o aggiornare l’impianto.
Il finale integrato è pensato per casse passive. Tuttavia, spesso puoi collegare casse attive tramite uscite di linea (Main/Monitor Out), se presenti.
Dipende da ambiente, stile e casse. La cosa importante è avere headroom per non andare in clipping: meglio un po’ di riserva che lavorare al limite.
I mixer amplificati hanno un’impedenza minima (ad es. 4 Ω per canale). Scendere sotto può sovraccaricare il finale. Segui sempre le specifiche del produttore.
Conta tutte le sorgenti (voci, strumenti, playback) e aggiungi margine. Per molte band 8–12 canali bastano; per setup più complessi, 12–16+.
Se usi microfoni a condensatore, la phantom 48 V è importante. Con microfoni dinamici, spesso non serve.
Sì, soprattutto dal vivo: un po’ di riverbero sulla voce aiuta molto. Dotazione e qualità variano in base al modello.
Alcuni modelli offrono USB per playback e/o registrazione. Verifica se l’USB è solo stereo o supporta registrazioni più complete e con quanti canali.