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Informazioni utili sui mixer digitali controllati da tablet

  1. Mix da ovunque
  2. Nessuno spazio FOH necessario
  3. Mixer come stagebox
  4. Potenzialità sonore
  5. Preset di memoria

Fino a pochi anni fa, ottenere un suono professionale dal vivo richiedeva un grande sforzo. Accanto al mixer venivano installati interi rack di effetti e lunghi cavi multicore collegavano il palco alla postazione di controllo. Da quando esistono i mixer digitali, anche le band più piccole possono sfruttare tutto il potenziale sonoro. Il supporto per il controllo remoto via tablet offre ancora più vantaggi. In sintesi: un mixer digitale controllato da tablet è oggi una soluzione imbattibile grazie ai suoi numerosi vantaggi.

1. Mix da ovunque

Con un tablet è possibile valutare il suono da qualsiasi posizione nella sala. Il tecnico del suono FOH non può certo girare con un mixer da 32 canali per regolare il suono da ogni angolazione. Sebbene sia quasi impossibile ottenere un suono "perfetto" per tutti gli spettatori, il controllo tramite tablet consente regolazioni ottimali ovunque ci si trovi.

Un mixer controllato da app non presenta manopole, switch o channel strip, a differenza delle console analogiche tradizionali.

2. Nessuno spazio FOH necessario

Una postazione FOH fissa occupa spazio prezioso davanti al palco – spazio che potrebbe essere utilizzato per il pubblico pagante – e limita la valutazione del suono a un solo punto. Con il controllo remoto tramite tablet, il tecnico può muoversi liberamente tra il pubblico e non deve temere che qualcuno posi il drink sul mixer.

3. Mixer come stagebox

Poiché molti mixer digitali moderni non hanno quasi più controlli fisici, non ha senso posizionarli lontano dal palco. Invece di collegare lunghi cavi multicore da una stagebox a un mixer, un mixer controllato da tablet può essere collocato direttamente sul palco e collegato alle sorgenti. Questo riduce la lunghezza dei cavi e in certi casi rende superflui i DI box. Una tastiera, ad esempio, può essere collegata direttamente tramite prese combo XLR/jack.

Cavo multicore
Un cavo multicore è fondamentalmente una prolunga che unisce più canali XLR (es. 16 o 32), rendendo accessibili gli ingressi del mixer sul palco. Sul lato mixer ci sono normalmente connettori XLR maschi, mentre sul palco si trovano in una "stagebox" – una scatola compatta con ingressi ordinati.

4. Potenzialità sonore

Grazie ai DSP digitali, i mixer digitali non lasciano nulla a desiderare. Racchiudono processori, equalizzatori avanzati e altro in un unico dispositivo che in passato richiedeva diverse unità hardware. In pratica, un mixer digitale è un computer ottimizzato con un'interfaccia audio dedicata. È ancora possibile integrare hardware esterno tramite insert, ma gli effetti e preamp integrati sono ormai di altissima qualità.

5. Preset di memoria

Oltre alle funzioni sonore, i mixer digitali offrono anche preset di memoria: ovvero una configurazione completa può essere salvata e richiamata in qualsiasi momento – risparmiando tempo prezioso durante i soundcheck. Se una band suona con la stessa configurazione, i preset possono essere riutilizzati. In teoria, il suono rimane identico. In pratica, serve qualche adattamento a seconda dell’acustica della sala. I preset, spesso chiamati "Scene" o "Show", possono essere richiamati con un solo click – impensabile con un mixer analogico.

Cosa considerare prima dell'acquisto

1. Numero di ingressi

Prima di acquistare un nuovo mixer, bisogna valutare il numero effettivo di canali necessari. Con una batteria microfonata e più voci, un mixer a 16 canali può essere insufficiente. I mixer controllati da app con 24, 32 o più ingressi sono oggi accessibili, anche perché non richiedono componenti fisici come fader e manopole.

Channel strip
Un channel strip riunisce tutte le opzioni di elaborazione per un singolo canale d’ingresso, ed è solitamente disposto in verticale su una console. In alto c’è il gain, seguito da EQ, effetti, aux send e controlli come low cut, solo o mute. Nelle app per tablet, molte di queste funzioni sono rappresentate graficamente.

2. Numero di aux send

Non solo gli ingressi ma anche le uscite devono essere pianificate. È importante considerare il numero di monitor necessari, poiché utilizzano gli aux send disponibili. Anche il tipo di monitoring (mono/stereo) è determinante. Una band di quattro membri che desidera mix indipendenti in stereo ha bisogno di almeno otto aux send. Alcuni produttori offrono soluzioni che liberano gli aux da questa funzione rendendoli disponibili per effetti o altre uscite.

Behringer ha sviluppato un sistema di monitoraggio per i suoi mixer X32 che si collega tramite Ethernet e permette a ogni musicista di regolare il proprio mix personale.

3. L’app è fondamentale!

Molti mixer controllati da app si equivalgono in termini di suono, preamp ed effetti. Per questo è importante valutare anche l’app. Un buon flusso di lavoro è essenziale, soprattutto durante il soundcheck. La maggior parte dei produttori offre una modalità demo per testare l’app e capire se è adatta alle proprie esigenze.

4. Router

Anche il miglior mixer è inutile se la connessione è instabile. Alcuni supportano solo Wi-Fi a 2,4 GHz, mentre altri anche 5 GHz – più stabile in ambienti affollati. La soluzione più sicura è investire in un router esterno di qualità collegato al mixer. Con i mixer solo app, è sempre utile avere un backup – ad esempio un computer con cavo Ethernet.

5. Sistema operativo

La maggior parte dei produttori offre le proprie app per Mac iOS, Android o persino Linux (Behringer). Soundcraft utilizza un sistema di controllo basato su browser, che consente l'accesso da qualsiasi dispositivo connesso a Internet, indipendentemente dal sistema operativo.